DT-UT

Il silenzio non è di casa qui. L’odore di caffè impregna le poltrone spaiate.

La mia è di un colore blu oltremare intenso molto appropriato davvero. Oltremare sono seduta, nel mio quartier generale delle parole e delle risate, di solito tra donne; chiacchiere sopra a un caffè a notte fonda.

Qui si parla senza rete: i mattoni a vista assorbono bene i nostri racconti e tutti i nomi che facciamo, senza paura di essere tradite oppure ascoltate. Una pesante tenda color ocra disegna un’onda e crea un separè perfetto per le confidenze. Ci sono lampadari di cristallo  e una finestra sul soffitto guarda fuori, così quando invece delle amiche si incontra qualcuno di nuovo, subito una luce calda riflette sul suo viso.

Le ore passano in fretta, in un attimo passa mezzanotte. Ci salutiamo e a tutte gira ancora in testa l’ultimo racconto, l’amica che è stata lasciata oppure ha lasciato qualcuno, e sorridendo ha brindato al prossimo “date”. Poco tempo per i rimpianti e per i pianti, nelle nostre vite piene, di lavoro e di uomini da imparare.

Il guidatore del mio autobus-zucca allunga di qualche isolato l’ultimo giro, per me: mi saluta con la mano e mi augura la buonanotte “night, kiddo” davanti a casa. Mi addormento nella mia casa in riva all’Hudson River che scorre silenzioso.