Il profumo di mare su Broadway è uno schiaffo ai sensi, uscendo da un cinema in cui ci si è rifugiati in una notte di temporale.

Già nella girandola delle porte di vetro i lampioni paiono luminosissimi, il cielo è ripulito e la sera d’estate è diventata fredda e tersa. In un attimo si è fuori, e invece di correre a casa viene voglia di percorrere tutta Broadway dall’Upper West Side a Battery Park. Rincorrere il fiato del mare fino al punto in cui l’Hudson incontra l’East River e invisibili correnti si avviluppano sotto alle panchine del Pier 17.

Eppure, si finisce per rimanere uptown. Si lascia Broadway scendere obliqua verso sud, e si raggiunge invece la riva più vicina, il Boat Basin su Riverside Park. Non c’è luogo migliore per illudersi di vivere in una città di vero mare. E’ la mia Venezia a New York, il mio porto impossibile. Le barchette quasi giocattolo attraccate in ordine naturalmente perfetto, suona al vento un tintinnìo morbido di tempesta passata.

Basta sedersi sulla panchina ancora bagnata per sentirsi nuovi. Tra poche ore sarà mattino. Restiamo qui immersi nel mare fantasma. Non svegliamo ancora la città.