Sirena sotto la doccia, l’incubo di ognuno in questi giorni, e non si parla di Ariel la Sirenetta.

Ho amiche che rifiutano di lavarsi i capelli per paura di non sentire la sirena sotto l’acqua corrente. Per non parlare dell’uso di asciugacapelli, oppure di tritatutto rumorosi in cucina. Perfino il mio bollitore per l’acqua potrebbe coprire la sirena se tenessi le finestre chiuse. Ma le finestre stanno aperte, per fortuna non fa ancora freddo qui a Tel Aviv.

Siamo proprio viziati, noi telavivesi. C’è la guerra da oltre dieci anni tra Gaza e la zona intorno nel raggio di 20 chilometri, e quando la guerra si spinge fino a noi che ci sentivamo tanto sicuri, facciamo un sacco di storie. Ci portiamo in giro caramelle antistress, durante le sirene ci attacchiamo a FaceBook come se dicendo a tutti gli amici che sta suonando la sirena il missile potesse non colpire. Bella forza, abbiamo l’Iron Dome che li fa esplodere con un grazioso bum seguito da nuvoletta scura in pieno stile cartone animato. Solo che l’Iron Dome ha il 90% di riuscita, e NON il 100%. Tocca stare in campana comunque.

Senza Iron Dome, il sistema di intercettazione appena entrato in funzione in tempi da record, anche qui in Gush Dan (la zona che include Tel Aviv), staremmo già contando i morti, le case distrutte, le migliaia di negozi chiusi, i danni economici in aggiunta a quelli alle cose e alle persone. Cioè quello che succede nel sud da oltre 10 anni. Sì, proprio viziati siamo.

E pazienza, ci abitueremo a far la doccia in fretta, con le finiestre aperte e le orecchie tese. Basta che la finiscano presto.

.