Torino è la mia città, oggi un cicinìn di più che ogni altro giorno.

Ieri sera è stato presentato il documentario sulla comunità ebraica di Torino cui ho collaborato per il contenuto e ricerca, regia di Avital Merkler. Ora, Avital ha studiato Arte e Cinema fra Firenze e Roma, e non aveva certo bisogno di me per capire l’italiano. Però certe piccole traduzioni dello spirito, che solo noi torinesi sappiamo quanto servono per capirci, le ho fatte volentieri. L’umiltà sorellastra del distacco, l’understatement, il peso dei nostri secoli di storia.

E’ stato nuovo e strano pensare alla comunità nella quale son cresciuta in termini di storie, facce, idee che buchino lo schermo pur rimanendo fedeli alla trama della realtà. E pensare il più possibile con testa israeliana, perchè israeliani sono quelli che vedranno il documentario. Tanta Storia non ha trovato posto, tracce indelebili invece hanno dato dimensione e sapore alle immagini.

Eccone un assaggio. Il resto, su Aruz1 mercoledì 12 dicembre alle 19:25, per chi è in Israele.

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