Nel caso fosse l’ultimo, mi affretto a scrivere questo post che mi rimbalza in testa da qualche giorno.

In questi tempi di pre-fine del mondo, mi sorprendo a valutare la possibilità che i Maya avessero ragione basandomi su quello che si vede nel film “The day after tomorrow”. Questo per dire quanto i filmacci hollywoodiani di bieca propaganda para-stragista entrino dentro i meandri del cervello, anche in casi disincantati e fatalisti come il mio.20122012

Se non c’è stata la serie di disastri naturali di inaudita violenza con crescente frequenza negli ultimi 12 mesi, se non ci sono milioni di persone che praticano il suicidio collettivo altro che affollando ancora incredibilmente i McDonalds e i negozi di armi, è segno che la profezia del 21-12-2012 è una bufala. Parbleu. Però non devo essere l’unica a mischiare realtà e cinematografo: provate a digitare su google “the day ” e la ricerca si autoriempirà con “after tomorrow” e link diretto al film su IMdB.com.

Dunque è stato un piacere vivere, imparare quanto imparato finora, conoscere e voler bene a quanti ho intorno, e visitare i (non moltissimi) luoghi che ho visitato. Ecco. Poi siccome il mondo non finirà dopodomani, sarebbe bello prendere tutti i giorni a venire come una rinnovata possibilità di far meglio. A livello personale, privato e pubblico, a livello nazionale (e ce ne sarebbe da migliorare, per noi Luce delle Nazioni), e globale.

Per intanto, ci vuole una colonna sonora, e la mia è questa: https://www.youtube.com/watch?v=_4DJMPGNiD0
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