I giovani dentro la politica per me sono una novità.

Mi aggiro incredula negli uffici dell’Avodà, il partito Labour di cui sono entrata a far parte con serie riserve, politicamente parlando (troppo centristi, per me). Mi sono basata sulla minima ma esistente probabilità di formare una coalizione di centro-sinistra, più che sull’aderenza stretta alle mie opinioni politiche. Si lo so: una vita di compromessi.Ha-Avoda

Sono gli uffici centrali, e non ci sono all’apparenza dinosauri. Al contrario, ci sono decine di giovani d’oggi, cioè fra i 25 e i 45 anni, che come me sono venuti a regalare ore di vita al partito, per organizzare la campagna elettorale (incontri coi candidati, banchetti per strada, congressi, ecc.). I giovani veri fra i 15 e i 25 anni hanno altre comande: fanno il giro dei pub la sera, organizzano incontri nei licei e nelle università.

A vederla dalla base, la politica attiva in Israele pare una cosa dei giovani. So di per certo, non solo a sinistra. E a me che sono nuova (e che sono sicuramente ingenua) pare una cosa buona. Ci si abitua fin da giovani a impegnarsi per il bene comune. Solo un cinico può pensare che un ragazzo di 20 anni regali tempo al suo partito politico pensando di averne qualcosa in cambio.  Deve farne, di gavetta, prima di scalare la piramide.

Dunque largo ai giovani, che qui si chiamano ” המשמרת הצעירה = Giovane Guardia”. Per me, abituata a ogni genere di Vecchia Guardia, molto benaugurante.

vedi anchehttps://runningclouds.wordpress.com/2012/12/06/elezioni-girotondo/

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