Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere. Nella super-semplificazione ovviamente americana, questo spiegherebbe i nostri diversi comportamenti, le reciproche incomprensioni (oltre a 3.000 anni di letteratura, innumeri guerre e – più di recente – un secolo di cinema).

In Israele ci raccontiamo spesso di avere la parità dei sessi: le donne sono presenti nell’esercito (sì però, quante donne nelle unità combattenti?), nell’industria, e sono rilevanti nella generale percezione della società. Se può farlo lui, può farlo anche lei. Eppure, alle recenti elezioni si è ripresentata la triste e sciovinista realtà propria di quasi tutte le società umane. Uomini al comando; donne, se presenti, in seconda linea e in ambiti riconoscibili come femminili: educazione, sanità, stato sociale, eccetera.

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I tre uomini qui a lato sono i vincitori. Per quante siano le donne nei loro schieramenti, saranno probabilmente queste tre le facce del potere nei prossimi anni. E questo che cosa ci dice, che Shelly Yachimovich e Tzipi Livni hanno fatto scelte politiche sbagliate, dettate dall’ego più che dalla onesta volontà di fare il bene del popolo? Certo. Anche. Ma a me viene il dubbio che il peso politico dell’esercito, dove non un generale è donna, e che ha sempre fatto da incubatrice della leadership ben a valle della Guerra d’Indipendenza del 1948, acuisca la marginalità delle donne in politica.

E allora, se Marte è il dio della guerra (quindi almeno in questo la sociologia da strapazzo fa tornare i conti), quello che mi serve come contrappunto non è tanto una Venere femminile e amorevole come Shelly, che faceva le pubblicità elettorali dalla sua cucina; ma una Diana ben armata che sia capace di incutere rispetto.

L’unica che si vede in giro è Zehava Gal-On, che infatti con piglio combattivo ha riportato il Meretz a 6 seggi – abbastanza per lasciare che gli uomini si misurino gli ego nella composizione della coalizione, e per continuare poi pragmaticamente le battaglie parlamentari in materia di diritti dei lavoratori, ambiente e parità tra i sessi. Pazienza ne ha da vendere. Spero abbia munizioni a sufficienza.

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