Passata la sbornia, quella vera di Purim e quella virtuale online fatta di troppi post su Facebook e troppo pochi approfondimenti e analisi, resta come logico un gran mal di testa.

Facile dirlo da qui, dove avremo anche problemi non male di coalizione di governo, ma non c’è la sensazione di tradimento collettivo dell’elettorato soprattutto di centro e sinistra. Qui che Yair Lapid avrebbe preso una barca di voti lo si sapeva (io l’avevo sottovalutato, ma altri mi hanno dato della “ottimista ad oltranza”). E non è neanche pensabile paragonare il populismo dei nuovi partiti israeliani con quello violento e ai limiti dell’insurrezionale di Grillo.

Cammino su di un filo fine fine, qui. Perchè a livello teorico la rivoluzione, nel senso del breve caos che precede un nuovo e migliore ordine, migliore in senso etico ben prima che politico, piacerebbe molto anche a me. Appunto: a livello teorico. Però (non che avessi più dubbi sulla deriva antipolitica del M5S) mi è bastato vedere le immagini delle piazze italiane piene di urlatori grillini, per avere paura. L’atmosfera da mini-Bastiglia fuori tempo massimo è preoccupante.bersani_blogGrillo

Oggi la Bastiglia è presa, e Grillo, molto moderato come sempre, aggiunge al suo serissimo blog-portavoce immagini che sarebbero andate bene su “Cuore” (l’inserto satirico di buona memoria, non il romanzo), con Bersani reso ancora più caricatura di quel che è già. Mi sorprendo a concordare con l’urlatore stropicciato e spettinato su di un punto: Bersani deve dimettersi. Veramente doveva dimettersi ieri mattina alle sette in punto, una volta acquisito che i risutati sono veri e non frutto di una pasticca di acido andata a male. Ma si vede che anche a sinistra c’è chi non sa quando è bene per tutti lasciare.

Una cosa però è sicura: se il tono del nuovo padrone d’Italia rimane quello che si è visto fino ad oggi, non importa quanto l’Europa tema Berlusconi. Imparerà presto a temere molto di più Grillo.

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