Tappeti rossi sono stati srotolati e ancorati al cemento, sfidando il vento secco insolitamente forte per queste lande calde e umide.redCarpet

Gerusalemme è tirata a lucido e questo fa sorgere giusti dubbi sul suo stato normale: dallo sporco al molto sporco. Se la si può pulire ed infiorare per Obama, perchè non per chi ci vive tutto l’anno? Ma soprattutto, la capitale è isolata. Per tre giorni tutto il Paese si terrà lontano da Gerusalemme, dove già normalmente il traffico è insostenibile. Si narra che in alcune zone non si possa neanche andare a piedi. Transenne e polizia in assetto da guerriglia urbana ogni 10 metri. Elicotteri di pattuglia ronzano rumorosi.

La radio canta “Born in the USA”. Gilad Shalit ha firmato la  petizione per la liberazione di Jonathan Pollard per motivi umanitari. Peace Now ( שלום עכשיו ) ha srotolato il suo tappeto, bianco e blu, con una scritta cubitale “We the people want peace”, visibile dall’elicottero che porterà Obama a Gerusalemme. I ministri nuovi di zecca, giovani e quasi belli, hanno appena finito di giurare e già arriva l’ospite più importante di tutte le galassie. Insomma c’è fermento là in collina.

Giornate perfette per chi vive a Tel Aviv. Nessuno ci ostruisce la via del mare. Decisamente cosigliabile una pausa pranzo al sole, un orecchio alla radio a sentire le importanti dichiarazioni. Con i piedi nella sabbia, anche Nethanyahu diventa ascoltabile.

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