Il mio primo anno in Israele l’ho trascorso a Gerusalemme, salvo brevi viaggi di istruzione (meglio dire: sane iniezioni di sionismo applicato) con l’Ulpan, in lungo e in largo per il paese. Questo ha significato vivere nelle alture della Città Santa per quattro stagioni distinte. Vento, freddo vero e perfino neve nei primi mesi dell’anno; fioritura improvvisa di ogni anche minuscolo angolo di verde fra marzo e aprile, e a seguire l’estate calda e secca e un tiepido ed asciutto autunno.

Una volta scesi a Tel Aviv, magicamente le stagioni dell’anno si riducono a due: estate umida e autunno. Il parco sandali si estende e prende il controllo sulla scarpiera. Il rapporto t-shirt – golf di lana diventa di venti (trenta?) a uno. I giacconi invernali, che a Gerusalemme ancora servivano, languono per anni nell’armadio, ed è facile che passino di moda prima dell’utilizzo successivo. Gli otto mesi di estate producono anche cambiamenti nell’uso del tempo libero: appena finiscono le scarse piogge, tutti vengono colti dalla frenesia di stare all’aperto ogni volta che si può. La spiaggia invoglia alle passeggiate anche quando ancora non è stagione balneare. Il Park HaYarkon è vicino, a misura di camminate e pic-nic. All’aperto si beve caffè, si pranza, si cena, si beve una cosa con amici la sera. A Tel Aviv quando si dice “usciamo?” la cosa va presa in senso più che letterale.

Il problema sono gli altri tre o quattro mesi, i quali anche se simili a un autunno in nord Italia, a molti qui paiono assolutamente gelidi. Abituati troppo bene negli otto mesi precedenti? Forse. Però va detto a nostra difesa che il riscaldamento delle case qui lascia moltissimo a desiderare. O risale al Mandato Britannico, oppure è una funzione dell’aria condizionata, aria calda invece che fredda, che non attecchisce e si disperde appena spenta la macchina. Soluzione creativa? Uscire: ché spesso fuori fa molto meno freddo che in casa. E lì risiamo. Tutti fuori.

Pubblicato in “Pagine Ebraiche 24” del 10 giugno 2013 – http://www.moked.it/unione_informa/130610/130610.html