“פלאות” (“The wonders”) di Avi Nesher è un film pieno di segreti e piccoli tradimenti, che ognuno dei protagonisti difende e nasconde anche a costo di complicare molto la propria vita e quella degli altri.

פלאות Avi Nesher 2013

Un barista che alla fine della notte fa il graffitaro ma invece di disegnare scritte riempie i muri di personaggi, soprattutto conigli, con tocco autobiografico perchè “Arnav” (= coniglio) è il suo nomignolo dalle elementari. Un detective privato (Adir Miller, che non sorride mai ma usa gli occhi come se avessero vita propria) con il baule dell’auto pieno di cappelli. La sua cliente, a metà fra Jessica Rabbit e un personaggio di un noir francese degli anni Sessanta.

Sì, a chi non facesse troppo lo schizzinoso nel trovare citazioni e tracce, parrebbe di vedere un cappellaio matto che è anche Alice, intrufolarsi in passaggi segreti e assaggiare nespole forse proibite; e una Regina di Cuori che si nasconde nella tazzina del thè, oppure che dice modesta “io non sono cattiva, è che mi disegnano così”.

Fa da sfondo un angolo di Gerusalemme a pochi metri dalla Porta di Giaffa, e però non visibile al turista che passasse per entrare nella Città Vecchia. In un quatrilatero di pochi isolati con le finestre del retro vicinissime le une alle altre, e passaggi noti solo ai bambini e a chi in quel quartiere ci è cresciuto, arriva un prigioniero. Forse rapito o forse ostaggio, conosce i suoi rapitori (nessuno spoiler, tutto accade nella prima scena del film). Arnav li vede arrivare, e dopo di loro arriva il detective a occupargli il salotto, e dopo ancora, a rendere tutto meno chiaro, la cliente ammaliatrice.

In questo film quasi nulla è quel che pare. Chi è prigioniero di chi, chi è libero da che cosa e per quanto tempo lo resterà. Ma Avi Nesher conferma che sa tenerci per quasi due ore seduti – senza cellulari, messaggini, internet – ad ascoltare una storia. Di questi tempi, roba da Oscar.

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