Dall’arrivo in Israele, nel mio caso da oltre cinque anni, una delle cose che capitano a molti è di diventare la prima linea dell’informazione (ok, ammettiamolo: contro-informazione) su Israele nei circoli italiani o internazionali frequentati prima della aliyah. Facebook, Twitter e gli altri mezzi per veicolare informazioni dirette, dal testimone al lettore, fanno il miracolo quotidiano di collegare in diretta le nostre reti di conoscenze e si allargano fino agli emeriti sconosciuti che ci hanno chiesto l’ “amicizia” o che ci “seguono”. Ragnatele che anche grazie alla famosa fuga italiana dei cervelli, toccano facilmente tutti e cinque i continenti.

Succede che nei momenti di tensione vecchi amici si facciano vivi sulla bacheca di Facebook, chiedendo se va tutto bene: “ma l’hai sentito davvero l’allarme antimissile?” era la domanda lo scorso novembre. Occasione eccellente per rispondere e raccontare. Succede che conoscenti si scoccino di certi commenti o video che noi condividiamo per fare uno straccio di contrasto ai media internazionali, e ci cancellino dai loro contatti. Si perde poco forse, ma colpisce. I certi casi fa proprio male. Succede anche che amici che non si erano mai espressi politicamente prima, comincino ad appassionarsi alle avventure di chi vive in Israele, ci riempiano di “mi piace” e prendano a condividere i nostri status sulla loro, di bacheca. Rendendoci virali.

Naturalmente ognuno di noi nuovi israeliani in questa prima linea virtuale ha un suo stile e un suo modo di porsi nella divulgazione. Che poi mica siamo giornalisti di carta stampata: siamo gente che qui ci vive, e affronta ogni parte della vita israeliana in modo del tutto personale. Il comune denominatore è la consapevolezza che solo da qui si può davvero raccontare, e che nel momento in cui Israele è diventata casa nostra, certi parametri una volta accettabili, di discussione sulle modalità di reazione del governo per esempio, perdono ogni significato. E’ molto più urgente sapere chi ha le chiavi del rifugio antimissile nel sotterraneo di casa propria. Dopo, discutiamo pure di politica.

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Pubblicato in Pagine Ebraiche 24 – 1 luglio 2013 -http://moked.it/blog/2013/07/01/oltremare-nono-tutti-in-prima-linea/

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