Il nemico ci legge, oltre naturalmente ad ascoltarci?

Pochi minuti fa sono partite le sirene a Naharia, Acco e Haifa, a seguire il rumore di quattro esplosioni. Su Facebook sono iniziati istantaneamente i post di scambio informazioni, sia di privati cittadini che di testate di giornale che chiedono in diretta commenti ai followers online:

Yedioth Ahronoth ידיעות אחרונות  אזעקות בגליל המערבי: תושבים דיווחו על קולות נפץ. אתם באזור? שמעתם את הפיצוצים? ספרו לנו

Può darsi che ci sia un moderatore che cancella le informazioni troppo specifiche, ma ad un certo punto uno dei commentatori scrive espressamente che son tutti dei dementi a mettere dettagli su dove e come hanno sentito gli scoppi e han sentito le sirene. Sottinteso: il nemico ci legge… kipat barzel

In televisione iniziano in tempo reale i notiziari di breaking news, nei quali i luoghi di caduta dei frammenti di missile vengono mostrati in primissimo piano, sempre senza dare troppe informazioni sul quartiere o sulla zona. In questi servizi non si vede mai un’insegna di negozio, un cartello stradale. Ma è logico, il Ministero della Difesa mette regole molto chiare su quel che può e quel che non può essere mostrato in televisione.

Non succede lo stesso online, nei social network che sono liberi e che per definizione raccolgono qualsiasi opinione su qualunque argomento. E che in questi frangenti rivelano un dato fondamentale per la difesa di Israele: non è vero che gli ebrei sono tutti intelligenti. E’ più che evidente che del nostro meraviglioso popolo fanno parte anche emeriti cretini, che usano talk-back pubblici come fossero i loro sms privati alla famiglia, e offrono utili informazioni a chi volesse raddrizzare la mira.

Nella foto, non palloncini ribaltati ma l’effetto dell’Iron Dome (Kipat Barzel) che fa esplodere in aria uno o più missili (non chiaro, mentre scrivo). Il rumore pare esser stato un filo meno grazioso. La fuga ai rifugi, ancora meno composta. Benvenuti in un altro giorno nell’occhio del ciclone.

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