Quando si fa jogging o si cammina sulla Tayelet, la nostra promenade telavivese, a pochi viene in mente di domandarsi se quella specie di autostrada delle Crocs liberalizzate abbia anche un nome. Ma la passeggiata è disseminata da parallelepipedi a base esagonale di un qualche metallo molto ossidato (messi da un qualche amministratore cittadino con pochissimo senso estetico) che descrivono piccoli o grandi eventi storici effettivamente avvenuti là, dove noi oggi sciabattiamo in costumi da bagno coperti o non coperti da pareo. Ed è probabile che uno di quei parallelepipedi ricordi il nome di Herbert Samuel, cui è intitolata una porzione consistente della promenade.Herbert Samuel

Ma come, un inglese? Con quel che ci han fatto gli inglesi a fine Mandato? Impiccavano previa tortura i rivoltosi delle varie Brigate che si facevano beccare, spesso non essendo proprio degli assi dell’attentato dinamitardo. Ci lasciavano a vedercela con gli Arabi imbufaliti all’alba della dichiarazione di Indipendenza. Tutto vero, ma c’è inglese ed inglese. E questo, era un inglese come si dice qui “mishelànu”, cioè dei nostri.

Herbert Samuel era un bravo ragazzo ebreo di Liverpool, cresciuto in ambiente religioso, che aveva perso la fede in Dio e trovato quella per il Sionismo ai tempi dell’Università, ed è stato uno degli ispiratori della Dichiarazione Balfour, che spianò la strada al “Focolare Ebraico” e da lì allo Stato era solo questione di prendere le armi. Contro gli Inglesi, daccordo, ma nel frattempo lui era rientrato in Inghilterra e perciò non se ne è dovuto preoccupare.

Fu Commissario per la Palestina dal 1920 al ’25, il che tecnicamente lo rende il primo ebreo a governare la Palestina dopo 2.000 anni di diaspora. Ecco, fosse solo per questo, il suo nome dovrebbe esere tatuato lungo tutta la Tayelet da sud a nord, a caratteri cubitali a mezzo di sampietrini colorati visibili perlomeno dagli aerei che fanno su e giù con Eilat. In tono con le Crocs, s’intende.

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