Tel Hai é una di quelle strade che si ripetono in tutta Israele. Se si sale su di un taxi a Tel Aviv e si chiede “Tel Hai 10” senza specificare, il tassista – se onesto – chiede Tel Hai dove? La prima volta si rimane stupiti, ma come questo signore fa il tassista e ha tre diversi accessori che possono fare da GPS in bella vista sul cruscotto, possibile non sappia dove sia una via che dovrebbe essere in pieno centro a Tel Aviv? Di Tel Hai ce ne sono a Tel Aviv, Ramat Gan, Rishon LeZion. Regola aurea salendo su un taxi è dire sempre il nome della strada e della città tutto d’un fiato, per evitare chilometri in direzione opposta alla destinazione.
Tel Hai, prima di essere un nome di strada molto gettonato, è un luogo di pellegrinaggio laico di nuovi immigrati, studenti di Ulpan o scuole secondarie, punto perfetto in cui far combaciare geografia storia e politica.
A Tel Hai (collina della vita, nome tremendamente sfortunato) c’era un kibbutz già dal 1918, appena l’Impero Ottomano dovette ritirarsi dalla zona ora confine fra Israele e Libano. Fortuna e sfortuna di questa lingua di Israele circondata da territorio libanese e strategica per motivi di altitudine e di corsi d’acque, è stato il fatto di essere poco raggiungibile. Gli inglesi e i francesi tentarono di palleggiarsela in classico esercizio di puro colonialismo, e i locali arabi combattevano a turno contro chi capitava.
Si mise di mezzo un sionista russo reduce dalla guerra russo-giapponese (dove aveva lasciato un braccio ma acquisito lo spirito sionista mentre era in prigionia) e dalla Prima Guerra mondiale. Josef Trumpledor uscì ferito a morte dal piccolo kibbutz di Tel Hai che era neutrale nel 1920, ucciso da arabi che erano entrati per controllare se c’erano francesi ospitati o curati nella fattoria. Morì, pare, pronunciando le famose parole “tov lamut be’ad artzenu” (è bello morire per la nostra terra), e mentre la battaglia di Tel Hai fu breve, la dinamica non chiara fino ad oggi, la figura del russo sionista pronto a ogni sacrificio per Eretz Israel entrò in tutti i libri di testo e gite scolastiche israeliane.
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Pubblicato su Pagine Ebraiche il 31 marzo 2014 – http://moked.it/unione_informa/140331/140331.html