La crisi greca ha esposto uno dei classici vizi israeliani: il sospiro di solievo in diretta televisiva quando qualcuno se la passa peggio di noi.
Fanno quasi tenerezza i giornalisti che hanno vissuto da adulti la crisi di metà anni Ottanta, quando l’inflazione aveva tre cifre percentuali, e alla sera si andava a dormire senza sapere quanto sarebbero valsi il giorno dopo i soldi che si avevano in banca. I telegiornali trasmettono servizi che celebrano l’uscita dalla crisi del 1984 (450% l’inflazione annuale, e impallidite pure) come esempio di ottima condotta del governo in tempi di gravi pericoli per una volta nella storia non militari.
Tutta questa attenzione per la Grecia, e soprattutto per le sue spiagge e zone turistiche – si potrà ancora andare in vacanza? Alberghi, ristoranti e stabilimenti rimarranno aperti nonostante il “No” di ieri? Interviste a chiunque parli ebraico e si trovi in Grecia, vacanzieri in costume da bagno che tranquillizzano il pubblico a casa: qui è tutto normale, i turisti se la spassano come ogni estate, noi la crisi non la sentiamo, e via edificando. Ma noi israeliani, che facciamo le stesse identiche dichiarazioni quando parte una offensiva locale al nord o al sud, leggiamo in filigrana. È lo stesso copione, anche se la minaccia sulle spiagge greche non sono i missili di Hezbollah o di Hamas, ma il buco nero della possibile uscita dall’Europa.
Quindi ci caschiamo, e quest’estate andremo lo stesso in Grecia a goderci il mare, mentre intorno il paese rischia il collasso? Probabilmente sì, se non altro perchè l’epoca d’oro delle vacanze in massa degli israeliani in Turchia è finita quando la Marmara (turca) è arrivata al largo di Gaza. Gli albergatori turchi ancora si leccano le ferite, perchè improvvisamente gli israeliani hanno cercato altri lidi, e li hanno trovati. E siccome siamo un popolo tendente agli esodi, compatto verso una destinazione preferita, se il popolo ha parlato ed è Grecia, si va comunque.

Daniela Fubini, Tel Aviv twitter @d_fubini

Pubblicato su Pagine Ebraiche 24 il 6 luglio 2015 – http://moked.it/unione_informa/150706/150706.html
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