Tag Archive: Corto Maltese


I cocai a Malamocco girano bassi, dunque il cielo laccato di azzurro compatto entro sera si rovinerà di nuvole. Venezia, laggiù, si sveglierà domattina lavata a nuovo: colori raggianti sulle case e sulle chiese. Leggi di natura; osservale pure scettico con le braccia strette nel gabardine color oltremare se vuoi, ma è inutile attardarsi per poi farsi sorprendere dalla pioggia. A meno che prendere la pioggia non sia il fine ultimo di questo esercizio di lettura nei circoli che i gabbiani srotolano sul blu. In questo caso, il cappello bianco di lana spessa con la visiera nera è il tuo unico ombrello, e basterà.

corto cocai

Corto Maltese ti ho scoperto un pomeriggio d’estate, troppo tardi o troppo presto, sul lungo-laguna di Malamocco, a pochi passi dalla casa semplice e anonima di chi ti disegnava ad acquerello sotto il mio stesso cielo. Un giorno di autunno lidense ho poi legato la bicicletta President del nonno e a piedi sono passata accanto al portoncino sperando di vederlo uscire, l’artista, il raccontastorie. In jeans, mani in tasca e capelli ancora corti. Una signora infreddolita è uscita dalla casa accanto.

Chissà che cosa gli avrei detto. Se Corto non esiste come hai fatto a crearlo così definito, così a fuoco anche quando non in primo piano? E se esiste dov’è, dove è andato a vivere avventure veneziane e caraibiche, mezza sigaretta fra le labbra mentre sta appoggiato a una balaustra su di un peschereccio in mare aperto?

Sono rientrata sfidando la pioggia che iniziava a cadere, infreddolita anche io e senza risposte, ma senza più avere troppo bisogno di fare domande.

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Non ricordo la prima volta che i miei piedi han toccato la sabbia chiara del Lido di Venezia.

I primi passi li ho fatti in un maggio chiaro di inizio anni Settanta, in un appartamento in affitto di prima periferia torinese; il Torino giocava a pochi metri, nello stadio comunale nel quale non sono poi mai entrata.

Pochi mesi dopo, con l’estate, ho conosciuto il cedere morbido dei granelli biancodorati della sabbia che volta le spalle a Venezia e guarda il mare aperto. La Serenissima, i galeoni, Marco Polo e Corto Maltese, son passati tutti per quel cielo lì: li vedo nello specchio del mare calmo di settembre.

E nella vita, non ho più potuto fare a meno di vivere al limitare dell’acqua: fiume, sorgente, oceano o mare.

Quasi quarant’anni dopo, tradito il Po con l’Arno, dimenticata la Senna, lasciata per sempre la riva dell’Hudson, passeggio con i piedi che sprofondano (d’estate come d’ inverno) in una sabbia così simile ma lontana. Il Lido è nel cuore e nello sguardo.

Questo blog racconta per cartoline il percorso che mi ha portata a Tel Aviv, e molto ancora di quel che qui vivo e di quel che vorrei.

Buona lettura.

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