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L’entropia scende

L’entropia scende e il morale sale. Nelle ultime settimane molto dell’ordine naturale delle cose nei miei due Paesi di riferimento pareva sospeso: governi, papato, stagioni erano in crisi di identità o di passaggio.

Locusts

In Israele abbiamo avuto l’invasione delle locuste seguita da quasi una settimana di Sharav, o Chamsin: Scirocco secco, spezzagambe e frulla-umore. Le locuste non se ne sono ancora andate, anzi pare che nuovi stormi stiano arrivando nel Negev. I raccolti, in zone così al limite del coltivabile, quasi tutti azzerati. Il Sharav invece si è rotto, come si dice qui: in dodici ore la temperatura è scesa di 15 o 20 gradi, ed è ritornata normale.

Intanto, locuste o non locuste, Sharav o non Sharav, Netanyahu è riuscito a fare il governo prima dell’arrivo di Obama. Già un risultato. Oggi finalmente avremo la lista dei ministri, pare, e tutti i partiti a fare cèlo/manca. Doppie non ce ne saranno: perfino Gideon Sa’ar non riavrà il ministero dell’Educazione che ha fatto la sua fortuna politica. Si vedrà se tutto nuovo vorrà anche dire qualcosa almeno di diverso.

In Italia il Papa si è insediato, ed è già insidiato dal ayn ra’a (malocchio) del pseudo-giornalismo moderno. Chiunque può dire che lui abbia detto o fatto qualunque cosa prima di diventare Papa, tanto poi ora che vai a controllare le fonti è già tardi: la notizia falsa o esagerata è sparsa, e indietro non si torna. Certo questo non vale solo per Francesco, che fra l’altro può contare sulla macchina da  propaganda e contropropaganda più potente della terra.

Il caos grillino nel parlamento italiano ha accenti ancora preoccupanti “Arrendetevi, siete circondati” scrive uno dei nuovi occupanti (!) di un banco della Camera. Arrenditi tu, novellino: sei tu che devi studiarti tomi di storia e diritto, imparare a memoria la Costituzione, e poi iniziare a votare. Ah, non intendevi studiare. E sulla base di cosa voti, grillino?  Direttive del Partito-NonPartito? Sentimenti espressi da Mamma Rete? Urli belluini post-factum del Lider Maximo?

Che dio ci liberi da cavallette e ogni altro animale saltellino e rovina raccolti. Ho detto che l’entropia scende, non che è debellata.

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Passata la sbornia

Passata la sbornia, quella vera di Purim e quella virtuale online fatta di troppi post su Facebook e troppo pochi approfondimenti e analisi, resta come logico un gran mal di testa.

Facile dirlo da qui, dove avremo anche problemi non male di coalizione di governo, ma non c’è la sensazione di tradimento collettivo dell’elettorato soprattutto di centro e sinistra. Qui che Yair Lapid avrebbe preso una barca di voti lo si sapeva (io l’avevo sottovalutato, ma altri mi hanno dato della “ottimista ad oltranza”). E non è neanche pensabile paragonare il populismo dei nuovi partiti israeliani con quello violento e ai limiti dell’insurrezionale di Grillo.

Cammino su di un filo fine fine, qui. Perchè a livello teorico la rivoluzione, nel senso del breve caos che precede un nuovo e migliore ordine, migliore in senso etico ben prima che politico, piacerebbe molto anche a me. Appunto: a livello teorico. Però (non che avessi più dubbi sulla deriva antipolitica del M5S) mi è bastato vedere le immagini delle piazze italiane piene di urlatori grillini, per avere paura. L’atmosfera da mini-Bastiglia fuori tempo massimo è preoccupante.bersani_blogGrillo

Oggi la Bastiglia è presa, e Grillo, molto moderato come sempre, aggiunge al suo serissimo blog-portavoce immagini che sarebbero andate bene su “Cuore” (l’inserto satirico di buona memoria, non il romanzo), con Bersani reso ancora più caricatura di quel che è già. Mi sorprendo a concordare con l’urlatore stropicciato e spettinato su di un punto: Bersani deve dimettersi. Veramente doveva dimettersi ieri mattina alle sette in punto, una volta acquisito che i risutati sono veri e non frutto di una pasticca di acido andata a male. Ma si vede che anche a sinistra c’è chi non sa quando è bene per tutti lasciare.

Una cosa però è sicura: se il tono del nuovo padrone d’Italia rimane quello che si è visto fino ad oggi, non importa quanto l’Europa tema Berlusconi. Imparerà presto a temere molto di più Grillo.

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A Kfar Maccabiah si corre, di solito, oppure si saltano ostacoli o si fa il salto in lungo. E se si vince, si prende una medaglia e si ritorna a casa in qualche angolo del mondo, fieri di aver rappresentato il proprio paese, la propria comunità ebraica, alle Maccabiadi. Le prossime sono quest’estate e fervono i preparativi.Maccabiah2013

In questi giorni, a Kfar Maccabiah sta succedendo qualcosa di molto simile, ma meno internazionale: prove di coalizione di governo.

I vincitori delle elezioni sono tutti chiusi nell’hotel dei congressi (con vista crudele sui campi sportivi), che sarà anche il più grande di Israele ma è comunque asfittico come tutti gli hotel. Aria condizionata in ogni stagione, legni lucidati, colazione a 4 diverse stazioni in cui si può tranquillamente fare anche pranzo e cena. Almeno non avranno fame.

Drappelli di uomini in camicie bianche e sorrisi per la stampa vagano di riunione in riunione per tutto il giorno; hanno il permesso di ritornare a casa la sera come i galeotti – per buona condotta?

Noi comuni mortali e non dipendenti dell’hotel sappiamo solo quello che filtra ai giornali. Si parla di Haredim nell’esercito, uno o due o zero stati, e altre piccolezze. E visto che a tutti piace molto scimmiottare gli americani, spero che a turni si facciano dei bei giri di corsa intorno al compound, per sudare un po’ e così abbassare gli ego e alzare i livelli di ossigeno nei cervelli.

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