Tag Archive: Risiko


… siamo arrivati a Rosh HaShana.

Dopo una settimana di file sotto il sole cocente ai centri di distribuzione delle maschere antigas; dopo chilometri di status più o meno allarmistici sui social network; dopo un weekend di calma piatta nei cieli, che qui paiono autostrade invece, appena iniziano veri allarmi; dopo le dichiarazioni di Obama, che rimette a posto imbronciato i carrarmatini del Risiko; come niente, è già ora di mele con il miele.

Se questa querra si farà, non sarà pare prima di Kippur, metà settembre. Inutile dire quanto poco arrida a tutti quaggiù l’idea di una mobilitazione (per quanto limitata, secondo gli ottimisti), per giunta sotto le feste ebraiche. Ogni azione militare nell’area (tracotante o necessaria e sacrosanta che sia) porta ovviamente pericolo, possibile richiamo dei riservisti, e poi memorie pesanti, di momenti simili già passati; ma deja-vu a parte c’è da contare il lato logistico della questione.
Già nei giorni normali, si ha l’impressione che metà Israele attraversi il paese intero solo per andare a lavorare e ritorno. Durante le feste è il picco: tutti in moto perpetuo, il santo popolo si muove incessantemente per far visita ai parenti, incontrare visitatori, oppure per una giornata di vacanza fuori città.

Si può fare lo stesso portandosi a spasso, insieme ad acqua, sandwich, anguria e snack per i bambini, anche ciascuno la propria graziosa scatola marrone che contiene la maschera antigas. Però certo, viene meno voglia di fare grandi scampagnate. Chissà se in caso di bisogno si troverà un rifugio aperto, se c’è posto per i visitatori in quello sotto casa degli amici che andiamo a trovare… L’israeliano medio tende ad un ottimismo metà stoico e metà fatto di pura irriverenza. Dice e non dice: le ho viste tutte, io, di cosa dovrei preoccuparmi. Piuttosto il sandwich io lo voglio con tanto pastrami, grazie, e Shanà Tovà!

—————————————

Da Pagine Ebraiche di oggi, http://moked.it/unione_informa/130902/130902.html

—————————————

La mia strategia era prendere la Kamchatka. Forse solo perchè ero riuscita ad impararne il nome impronunciabile, e quindi la conquista diventava possibile, ma mi ricordo che funzionava benino.

Da ragazzi si giocava a Risiko con la stessa passione con la quale ci si stracciava a carte o a Monopoli. Risiko in più era strategico e suscitava emozioni forti. Tra gli amici, uno in particolare era famoso per aver rivoltato il piano di gioco in preda a ira funesta, e aver lasciato la stanza ammonendo gli altri giocatori: io non ci sto a fare la fetta di salame! La sua missione era conquistare tutto il globo, ma era stato costretto in Europa del Sud mentre gli altri si spartivano il Nord e tutti gli altri continenti. Io, come sempre, dominavo la mia Kamchatka e anche le volte che perdevo mi divertivo un mondo, letteralmente.

Il mio preferito era però il gioco del vocabolario. Oggi suona come un gioco da veri nerd – allora mi pareva la cosa più cool a disposizione. Numero dei giocatori da quattro all’infinito. Un giocatore apre il Devoto Oli o altro dizionario della lingua italiana, cerca un termine e lo dice ad alta voce per confermare che nessuno dei giocatori lo conosca. Ne trascrive la definizione su di un fogliettino, mentre tutti gli altri giocatori scrivono una loro definizione inventata ma credibile. I foglietti vengono raccolti e letti uno dopo l’altro, e vince chi indovina la definizione giusta, oppure vince il giocatore che ha il dizionario se nessuno ha indovinato.

Lo si giocava soprattutto nelle lunghe serate dei dopo gita a Cogne, ragazzi e adulti insieme. Alla lettura delle definizioni esplodevano a tratti risa irrefrenabili: era esilarante la fantasia e lo spirito dei giocatori nel dare corpo a parole sconosciute, inventando definizioni perfettamente plausibili e altrettanto assurde. A fine vacanza diventava facile individuare la paternità delle definizioni: chi masticava bene il greco e il latino si tradiva facilmente, mettendo troppi paroloni. Poi c’erano gli involuti, gli scientifici, i sintetici, i prolissi, e i professionisti dell’anacoluto.

Oggi questo gioco è impossibile, a meno di rinchiudere i giocatori in una stanza e togliere loro i cellulari, iPhone, iPad, eccetera. E con google e wiki, chi ha più un Devoto Oli in casa?

.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: